La diagnosi di russamento ed apnee ostruttive nel sonno
Il sonno occupa circa un terzo della nostra vita ed è fondamentale per il benessere del nostro organismo.
I disturbi respiratori del sonno non vanno mai sottovalutati perché si ripercuotono anche sulle ore diurne, influenzando negativamente l’andamento lavorativo, i rapporti sociali e tutta la sfera psicologica del soggetto, oltre ad aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e metaboliche.
I disturbi respiratori notturni sono delle alterazioni della normale respirazione e si verificano durante il sonno: il più diffuso è l’OSA (Apnea Ostruttiva nel Sonno).
Se dovessimo spiegare in poche parole cosa sono le apnee notturne, basterebbe dire se si tratta di un grave disturbo del sonno in cui il respiro si arresta ripetutamente per un tempo sufficientemente lungo da perturbare il sonno e, spesso, ridurre la quantità di ossigeno e aumentare il livello di anidride carbonica nel sangue.
Ma come si fa per diagnosticare questa patologia?
Russamento ed apnee ostruttive nel sonno
Come già accennato nei precedenti articoli, nell’apnea ostruttiva del sonno, il sintomo più comune è il russamento.
Nonostante questo non è così scontato che chi russa sia affetto da apnea notturna: nell’apnea ostruttiva del sonno, il russamento è dirompente, con episodi di respiro affannoso e pause durante la respirazione.
Inoltre, sebbene l’apnea ostruttiva del sonno, nei casi più gravi, comporti un rischio maggiore di ictus, attacco cardiaco, fibrillazione atriale (ritmo cardiaco anomalo e irregolare) e ipertensione, quello che spesso viene sottovalutato è che per chi soffre di OSAS, può essere difficoltoso mantenere un sonno continuo.
Queste interruzioni dovute ai micro-risvegli necessari a consentire la ripresa della respirazione, causano la frammentazione del sonno, rendendolo poco ristoratore.
La cronica deprivazione di sonno che ne deriva può manifestarsi con:
- sonnolenza diurna
- disturbi dell’umore
- difficoltà di concentrazione e di apprendimento
- calo della memoria
- calo del desiderio sessuale
- insonnia
- irritabilità
La diagnosi
Il sospetto di apnea notturna è basato sulla sintomatologia di chi ne soffre ma, molto spesso, i medici utilizzano questionari per agevolare lo screening dei sintomi (come l’eccessiva sonnolenza diurna) che possono essere dovuti all’apnea ostruttiva del sonno.
La diagnosi trova, generalmente, conferma con un test chiamato “polisonnografia“, che consente, inoltre, di stabilirne la gravità.
La polisonnografia serve principalmente per:
- Monitorare le variazioni nelle fasi del sonno
- Misurare il livello di ossigeno nel sangue
- Misurare il flusso d’aria
- Monitorare i movimenti e le modalità respiratorie
