Respirare male durante il sonno aumenta il rischio di ictus, infarto e diabete

Trascorriamo ben un terzo della nostra vita dormendo ed è dunque molto semplice intuire che dormire poco non solo ci rende stanchi, ma influisce negativamente sullo stato del nostro apparato cardiocircolatorio, ovvero il complesso apparato che regola numerose funzioni come la pressione sanguigna e il battito cardiaco.
Tra le principali cause del cattivo sonno emerge sempre di più una patologia ancora poco considerata: l’apnea ostruttiva del sonno.

Apnee del sonno e rischi per la salute

Sebbene la gravità delle apnee dipenda dal numero di eventi che si verificano durante la notte (una persona è considerata affetta da apnea ostruttiva notturna se supera 5 eventi all’ora), durante ogni singola ostruzione il corpo viene sottoposto ad uno stress non indifferente.
Lo sforzo ripetuto del cervello per garantire il respiro infatti:

  • compromette il sonno notturno
  • altera la frequenza cardiaca
  • aumenta la pressione arteriosa
  • induce oscillazioni continue della ossigenazione sanguigna

Se in una persona sana la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna si abbassano durante la notte, la stessa cosa non si può dire per chi soffre di apnee: in questi individui si registrano continui sbalzi pressori e una percentuale di ossigeno che arriva al cervello che può essere del 60%, ben inferiore al normale valore del 90%.
Questo stress continuo a prolungato nel tempo porta a seri problemi come infarti e ictus.

Ma non è tutto. Numerosi studi hanno dimostrato che l’OSAS si associa in alta percentuale di casi anche a pazienti con disfunzione dell’arteria coronaria, insufficienza cardiaca congestizia, aritmie, ipertensione refrattaria, diabete di tipo II ed è un importante fattore di aggravamento o di rischio per altre patologie quali l’insufficienza respiratoria, l’ipertensione arteriosa e lo scompenso cardiaco.

Una patologia silente

Molti pazienti che presentano apnee durante la notte, non sono minimamente consapevoli della loro presenza, sia perché si verificano di notte e sia perché i sintomi vengono spesso confusi o associati ad altre patologie che possono essere la conseguenza della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.
Secondo gli ultimi dati si stima che circa il 5% della popolazione mondiale soffra di apnee ostruttive, (percentuale che sopra i 40 anni raggiunge il 15%), ma nonostante questo, il disturbo è sottovalutato e poco considerato anche dai medici di base.
Uno degli errori che spesso vengono compiuti è quello di somministrare dei farmaci per far dormire la persona. Essi infatti causando un ulteriore rilassamento della muscolatura che, se da un lato “curano il sonno”, dall’altro non fanno altro che aggravare ancor di più il problema delle apnee e quindi i rischi ad esse correlate.

Tra i principali sintomi delle apnee notturne troviamo:

  • Russamento marcato
  • Episodi di interruzione del respiro durante il sonno
  • Risvegli bruschi con affanno o soffocamento
  • Risvegli con bocca secca o mal di gola
  • Mal di testa mattutino
  • Difficoltà di concentrazione durante il giorno
  • Sbalzi di umore, depressione o irritabilità
  • Pressione sanguigna alta
  • Sudorazione notturna
  • Diminuzione della libido