Insonnia: gli errori più comuni

Stress, menopausa, ansia, depressione, alimentazione scorretta, stile di vita troppo dinamico o eccessivamente statico, sono fattori che molto spesso ci inducono a non dormire.

Capita di frequente che chi soffre di cattivo sonno non si accorga che sta commettendo alcuni gravi errori che compromettono notevolmente la qualità del proprio riposo.
Conoscere questi errori è il primo passo per poterli risolvere: scopriamoli insieme!

Andare a letto presto

Nella speranza di riuscire a dormire di più, molti insonni provano ad andare a letto presto. In apparenza ha senso, ma in realtà difficilmente funziona. Sai perché?
Perché non basta mettersi a letto per riuscire a dormire. Se bastasse questo nessuno soffrirebbe di insonnia.
Per addormentarsi facilmente bisogna avere sonno!

Andare a letto senza avere sonno non farà altro che aumentare l’ansia e la paura di passare un’altra notte in bianco, innescando quel circolo vizioso di pensieri, emozioni, sensazioni negative e allarmanti che allontana ancora di più il sonno.

Per addormentarti facilmente vai a letto solo quando hai realmente sonno, anche se dovesse essere più tardi del tuo solito orario. È meglio stare a letto di meno e dormire di più, che stare a letto di più e dormire meno!

Rimanere a letto al mattino fino a tardi

Dopo una cattiva notte di sonno, o nel fine settimana, chi ha voglia di alzarsi presto?
È molto forte la tentazione di rimanere a letto per cercare di dormire ancora un po’ e sicuramente rimanere a letto una mezz’oretta in più non è un grande problema, se questo ti fa sentire bene.

Alzarsi molto tardi, però, fa scivolare in avanti anche il bisogno di dormire la sera seguente, il che significa che avrai maggiori difficoltà ad addormentarti velocemente se vai a letto al tuo solito orario.

Alzarsi dal letto a orari irregolari, infatti, non aiuta a creare un ciclo sonno-veglia stabile e regolare.

Fare riposini durante il giorno

Fare un breve riposino di 20 minuti tra le 13.00 e le 15.00 può essere molto utile anche a chi soffre di insonnia, perché migliora l’umore e aiuta recuperare le energie necessarie per affrontare la seconda parte della giornata.

Detto questo, è importante sapere che ogni minuto di sonno concesso durante il giorno, sottrae un minuto al bisogno di dormire durante la notte: dormire per una o due ore nel pomeriggio può aumentare notevolmente la difficoltà a prendere sonno velocemente, ad avere un sonno continuo durante la notte e a normalizzare il ciclo sonno/veglia.

Rinunciare a vivere per risparmiare energia

L’insonnia toglie vitalità e buonumore e questo malessere condiziona la vita di tutti i giorni: c’è chi si chiude in casa, chi si assenta dal lavoro e chi rinuncia ad avere una vita sociale e a qualsiasi attività che comporta un certo dispendio di energia.

Questi comportamenti, però, non liberano dall’ansia, dallo stress e dalla paura di non riuscire a dormire, ma tendono a peggiorare l’insonnia, perché quando ci si isola in casa e si rinuncia a vivere si pensa ancora di più al sonno e alla propria condizione di disagio.

Avere una giornata attiva aiuta a distrarsi dalla preoccupazione e dall’ansia di non riuscire a dormire, riduce la tentazione di fare lunghi riposini durante il giorno e in generale fa crescere in modo spontaneo il bisogno di dormire di notte.

Sforzarsi per riuscire a dormire

Chi soffre di insonnia le prova tutte: esercizio fisico per stancarsi, seguire i consigli di igiene del sonno, lo yoga, le tecniche di meditazione e di rilassamento e anche le routine pre sonno.
Tutto questo può davvero aiutare a dormire meglio, ma nulla di tutto ciò funziona se lo si usa come un modo per forzare il sonno.

Appena si fa qualcosa con lo specifico obiettivo di riuscire a dormire meglio , si avrà il dubbio che possa non bastare. E quindi, anziché rilassarsi, cresceranno l’ansia e lo stress e diventerà ancora più difficile riuscire a dormire.

Bisogna essere consapevoli che chi dorme abitualmente bene non fa nulla per cercare di dormire, perché il sonno è un bisogno biologico che per tutti arriva in modo spontaneo dopo un certo numero di ore di veglia e di attività diurna… se non lo ostacoliamo con pensieri, emozioni e comportamenti disfunzionali!